PENSIERI MIGRANTI

In Italia per la democrazia

Elena Putina, doppia cittadinanza moldava e romena, lavora al Centro d’Accoglienza “Fenoglio” di Settimo da molti anni. In questo video ci racconta il perché del suo arrivo in Italia.

Il Centro d’Accoglienza “Fenoglio”

Beppe è uno degli educatori del Centro. Ci racconta la sua esperienza di incontro con gli ospiti migranti. Gestito dalla Croce Rossa Italiana, il Centro “Fenoglio” vede tra i progetti attivi lo SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

Costruire il futuro

Incontriamo Misbao della Guinea che sogna di fare il giornalista. Ci dice che “non c’è dignità in queste morti in mare” e che da parte dei migranti c’è molta consapevolezza del pericolo che si corre, anche se il viaggio si rivela più pericoloso di quello che immagini. Ci racconta di come costruire il futuro e ci dice che è deluso, che questo fenomeno non è una migrazione ma una trappola. L’Europa, un miraggio. Ora Misbao pensa di aver compreso tante cose. Ha conosciuto dove e come va una parte di mondo.

Capire dove va il mondo

Lamine è arrivato da pochissimo a Torino anche se sogna di andare in Canada a fare l’avvocato. Qualche anno fa parte dalla Costa d’Avorio guardando l’Europa come un Eldorado e scopre solo qui che la vera terra dell’oro è il continente africano. Ci racconta che servirebbe resistere o almeno provare a ritornarci un giorno là, riportando la “valigia in testa” ovvero la propria esperienza vissuta.

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La traversata

Gerald ricorda i momenti delle esplosioni e delle donne che piangevano, momenti dove non c’era mai il tempo per prepararsi. Sembra arrabbiato all’inizio del colloquio, lui ora si sente salvo, la tristezza e la stanchezza spariscono al solo piacere di essere qui oggi. Racconta degli spari davanti al mare, del mare calmo senza fine e di una luce nella notte, del rumore del motore e nessuno che piangeva, di vomiti e pianti e di pirati-scafisti che urlavano mentre gli altri sentivano altri calpestare i piedi, qualcuno cadeva in acqua e solo alla fine una nave di soccorso e una lingua strana: “Siete salvi. Siete arrivati in Italia”.

La paura di conoscere gli altri

Jimmy racconta la sua storia, dalle Seychelles all’Italia. Arriva da piccolo negli anni Ottanta ed è uno dei primi neri a scuola. In questo clip condivide il pensiero di uno dei suoi miti contemporanei: Bob Marley

Partire da turista

Fartun. Nel 1992 viveva a Mogadiscio e amava suonare lo djembe. Era una ragazzina ribelle, come Antigone. A dodici anni usava il canto come forma di protesta e resistenza; ma nel suo paese, la Somalia, i clan erano in guerra tra loro e dire la propria era una follia. Così la famiglia la fa viaggiare nel 1993 con un visto turistico. Destinazione: Italia, la casa della zia.

Troppa solidarietà

Adramet sta provando a costruire un futuro migliore non solo per i migranti ma anche per gli italiani. Dopo anni di lavoro nella mediazione culturale un suo amico voleva aprire un centro d’accoglienza e chiese ad Adramet: “Vuoi rischiare con me?”, lui rispose di sì ma voleva che le persone migranti fossero messe nelle condizioni di essere autonome e non assistite dagli operatori. Così nel 2011 nasce a Cavoretto la Coop. Carapace, un piccolo miracolo fatto di fatica e orgoglio.

Il ricordo dei canti

Esperance H. Ripanti, occhi grandi dall’Africa Nera e marcato accento lombardo. Nasce in Rwanda nel 1991 e arriva piccolissima in Italia a soli due anni. Di tutta la sua storia la cosa più assurda che le potesse capitare è l’atterraggio, la Provincia di Brescia.

Sulle navi di soccorso

MAMRE si occupa di salute mentale e intercultura, disagio sociale e mediazione culturale con persone migranti (http://www.mamreonlus.org/). MAMRE è stata fondata nel 2001 da Francesca Vallarino Gancia, psicoterapeuta, e da suor Giuliana Galli, religiosa a vocazione rock – si è formata a Miami (Florida) e ha lavorato per molto tempo al Cottolengo di Torino. Due donne al timone di una nave che accompagna, suggerisce il senso e offre sostegno reale a questa complessità.

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