La traversata

Gerald ricorda i momenti delle esplosioni e delle donne che piangevano, momenti dove non c’era mai il tempo per prepararsi. Sembra arrabbiato all’inizio del colloquio, lui ora si sente salvo, la tristezza e la stanchezza spariscono al solo piacere di essere qui oggi. Racconta degli spari davanti al mare, del mare calmo senza fine e di una luce nella notte, del rumore del motore e nessuno che piangeva, di vomiti e pianti e di pirati-scafisti che urlavano mentre gli altri sentivano altri calpestare i piedi, qualcuno cadeva in acqua e solo alla fine una nave di soccorso e una lingua strana: “Siete salvi. Siete arrivati in Italia”.