ISTITUTO
DI PRATICHE TEATRALI PER LA CURA DELLA PERSONA

UN PROGETTO DI

Gabriele Vacis, Roberto Tarasco, Barbara Bonriposi
realizzato dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
grazie al sostegno della Regione Piemonte  e della Compagnia di San Paolo

Da sempre il teatro impiega le proprie tecniche oltre lo spettacolo: lo psicodramma, la musicoterapia, la danza come antidoto alla nostra vita statica, l’animazione nelle periferie più degradate, sono consuetudini diffuse e ormai popolari. Si impiega la narrazione in campo medico e il gioco teatrale nella gestione delle disabilità… Tutte queste pratiche si fondano sulla consapevolezza di sé, degli altri, del tempo e dello spazio, che è alla base del teatro di ogni tempo. Oggi c’è più gente che fa teatro di quanta vada a vederlo, il teatro. Grandi registi e grandi attori hanno ispirato queste strade del teatro da più di un secolo. E oggi accade che molti artisti non percepiscano più l’azione sociale come un dovere civile o una benevola elargizione. Il coinvolgimento del cittadino, della persona, nel lavoro artistico è ormai la

poetica di molti attori, drammaturghi, registi.
Il nostro presente tecnologico produce forme a getto continuo: l’arte non
è più solo creazione di forme ma anche inclusione.
L’ISTITUTO DI PRATICHE TEATRALI PER LA CURA DELLA PERSONA,  nasce per comprendere questa articolazione del teatro.  Su queste premesse, il Teatro Stabile di Torino ha deciso di accogliere e sviluppare il progetto di Gabriele Vacis, Roberto Tarasco e Barbara Bonriposi, dando vita all’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona, che realizzerà laboratori, seminari, eventi e “ambienti” dedicati al pubblico in genere, ma concentrandosi, in particolare, sulle comunità dei migranti presenti nell’area metropolitana di Torino e sul territorio piemontese.

"L’inclusione è ormai la poetica di molti tra gli attori, registi, drammaturghi più innovativi. Questa realtà comporta un mutamento radicale delle figure stesse dell’attore, del regista e del drammaturgo. Un loro ripensamento profondo."

Diario di bordo

Inizia il laboratorio “STARE” all’Università di Genova

Dal mese di marzo 2019 partirà il laboratorio STARE insieme agli studenti dell’Università di Genova. Un progetto di formazione condotto da Gabriele Vacis e Roberto Tarasco per la creazione di un gruppo di “guide” e l’allestimento di uno spettacolo per la città di Genova. Il percorso fa parte delle attività del progetto “Il Falcone – Teatro universitario”

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“SCIAMI”, lezione aperta allo IUAV di Venezia

Martedì 5 febbraio, alle 17.30, sarà presentata la lezione aperta SCIAMI al Teatrino Groggia di Venezia, insieme a Gabriele Vacis, Roberto Tarasco e al gruppo di studenti del Laboratorio di messa in scena dello IUAV di Venezia. Un percorso laboratoriale che tramite la pratica della Schiera e della consapevolezza, s’inserisce tra le proposte formative del “Corso di laurea magistrale in Teatro e arti performative” con l’obiettivo di formare professionisti delle arti performative.

Per partecipare si può scrivere a rbernasconi@iuav.it 

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“ALI”: uno spettacolo d’inclusione diretto da Antonio Viganò al Teatro Sociale di Valenza

Venerdì 25 gennaio 2019, alle 21, al Teatro Sociale di Valenza (Alessandria) ci sarà ALI, uno spettacolo d’inclusione del Teatro della Ribalta diretto da Antonio Viganò. “Ali” è il racconto di un incontro tra un giovane uomo disilluso e pessimista e un individuo con due cicatrici rosse sulle spalle: un angelo caduto che vuole provare a soffrire e amare come fanno gli esseri umani. L’angelo e l’uomo si incontrano, si scontrano, lottano, si riconoscono a vicenda, si agguantano e si sfiorano in una danza della vita fino alla morte. Scoprendo ricordi seppelliti sotto mucchi di sassi.

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I “Colloqui d’amore” all’Auditorium Peppino Impastato di Moncalieri (TO)

Giovedì 24 gennaio 2019 alle ore 21 ci sarà una nuova serata dei “Colloqui d’amore” all’Auditorium Peppino Impastato con una nuova stagione teatrale aperta all’interno degli spazi dell’Istituto Majorana di Moncalieri. Gabriele Vacis ci prende per mano approdando al presente grazie alla preziosa eredità del passato, con una narrazione senza tempo, sempre straordinariamente attuale. Il dramma Supplici di Eschilo, mette in scena la difficile decisione della città di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla carestia. Già Eschilo 2500 anni fa affronta e risolve positivamente, nel segno del bene comune, le inquietudini di migranti e cittadini.

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Da gennaio 2019 riprendono le pratiche laboratoriali

Da gennaio 2019 riprendono tutte le attività laboratoriali in collaborazione con circa 300 studenti delle scuole superiori di Torino e Piemonte – tra cui Liceo Gobetti (TO), Liceo D’Azeglio (TO), Istituto Russel Moro (TO), Istituto Boselli (TO), Istituto Majorana (Moncalieri), Convitto Carlo Alberto (Novara) – oltre allo sviluppo di laboratori sulla consapevolezza insieme al Centro Diurno dell’ASLTO4 di Settimo e alla Bussola dei Valori – Rete Oncologica Piemonte.

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L’Istituto: Progetto Migranti 2017/2018 (video)

Il racconto delle attività dell’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona nel biennio 2017-2018.

Il progetto ISTITUTO DI PRATICHE TEATRALI PER LA CURA DELLA PERSONA da aprile 2017 ad oggi, grazie alla progettazione di laboratori d’inclusione, video-colloqui e spettacoli, a Torino e nel contesto regionale, ha coinvolto attivamente oltre duemila persone delle comunità migranti e legate alle diverse realtà sociali, sanitarie e scolastiche (migranti, adolescenti, utenti dei servizi sanitari, attori, operatori sociali, educatori, psicologi).

Coordinamento della realizzazione del video di Gabriele Vacis e Roberto Tarasco.
Con estratti dei “Frammenti” dell’istituto di Simone Rosset e dei video di Awareness Campus di Davide Oddone e Giulietta Vacis. Ideazione video di Angelo de Matteis, montaggio delle clip e post produzione di Fernando Rossi. Voce narrante di Giuseppe Gios Saccotelli. Fonico Niccolò Bosio.

 

Archivio delle storie

Essere stranieri? Un aspetto relativo

Essere stranieri è un aspetto relativo. Cristian Grecu Costantin (Romania) e Ismael El Mamoun (Marocco) vivono in Italia da molto tempo e non vogliono dimenticare le proprie origini. Ci raccontano la loro storia e le loro paure. Estratto da “La Paura siCura” (G. Vacis)

La paura degli stranieri

Avere paura degli stranieri. In questo estratto del docu-film “La Paura siCura” diretto da Gabriele Vacis quattro ragazzi si confrontano sulle paure sociali e sui propri fantasmi.

Catania

Non farsi imprigionare dalla paura ma, al contrario, utilizzarla per far emergere la nostra forza: questo è il coraggio. Coraggio è trasformare l’allarme in soluzione e la soluzione in convivenza pacifica. Bisogna usare la socialità per trasmettere il coraggio, anziché propagare la paura. Estratto da “La Paura siCura” (G. Vacis)

Settimo

Settimo Torinese è una cittadina di periferia cresciuta negli anni del boom. C’erano tutte le premesse perché diventasse una banlieu violenta ed invivibile. Invece no, come molte periferie del Nord è diventata una tranquilla cittadina con parchi fluviali, depuratori, raccolta differenziata e mediateca monumentale. Estratto da “La Paura siCura” (G. Vacis)

La paura è contagiosa

La paura è contagiosa, perché siamo animali sociali. Se qualcuno individua una minaccia, la trasmette agli altri. Ed ecco scattare l’allarme. L’allarme, se non viene elaborato al fine di trovare una soluzione, si trasforma in panico incontrollabile. Estratto da “La Paura siCura” (G. Vacis)

La paura del dolore

Raccontare e interpretare le paure del presente. Ragazzi e ragazze si confrontano sulla paura del dolore e della perdita. Estratto da “La Paura siCura” (G.Vacis)

Yassir & Chiara

“Un posto bello che mi piace tanto è Casablanca in Marocco, perché là ci sono tutti i miei parenti”, Yassir racconta alcuni momenti della sua vita. Estratto dal progetto “Cerchiamo bellezza” di Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero.

Nunzio & Jessica

“C’è una bellezza nel rischio e nel pericolo”, Nunzia e Jessica raccontano la loro bellezza quotidiana. Estratto dal progetto Cerchiamo Bellezza di Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero.